Accesso ai concorsi mediante il portale InPa, possibile digitalizzazione, valorizzazione delle competenze e definizione di termini precisi per la conclusione. Il Consiglio dei Ministri ha dato via libera definitiva alla riforma del dpr 487/1994, che regolamentai concorsi per l’accesso agli impieghi della pubblica amministrazione, rendendo maggiormente ricchi i contenuti dei bandi. I concorsi dovranno essere orientati non solo alla massima partecipazione, ma anche alla individuazione delle competenze qualificate: si invitano, quindi, le p.a. a dettagliare i profili e il bagaglio di competenze da richiedere. Il nuovo regolamento elimina i concorsi per soli titoli ed ammette solo quelli per esami, per titoli ed esami o il corso-concorso: la scelta della modalità sarà quella dettata dalla maggiore funzionalità alla natura dei profili professionali richiesti nel bando Sempre in tema di competenze, si demanda alle p.a. il compito di individuare, per ciascun profilo professionale, il titolo di studio o l’abilitazione professionale richiesti per accedere al concorso, nel rispetto dei contratti collettivi di comparto e del sistema di classificazione adottato dall’amministrazione o dall’ente per le assunzioni, comprese quelle obbligatorie delle categorie protette (legge 68/1999). Inoltre, per l’ammissione a particolari profili professionali di qualifica o categoria gli ordinamenti delle singole amministrazioni possono prescrivere ulteriori requisiti. I bandi dovranno anche indicare, come sempre, il numero, la tipologia e la struttura delle prove previste, i punteggi attribuibili e il punteggio minimo richiesto per l’ammissione a eventuali successive fasi concorsuali e per il conseguimento dell’idoneità , oltre all’accertamento di almeno una lingua straniera. C’è la novità dell’obbligo di indicare anche “le competenze oggetto di verifica”. Le competenze, infatti, a seguito della novellazione delle norme sui concorsi contenute nel dlgs 165/2001 ad opera del dl 80/2021 per la dirigenza e del dl 36/2022 per il personale dell’area delle qualifiche, saranno un elemento necessario delle selezioni, che quindi non misureranno solo conoscenze e capacità operative, ma anche il bagaglio di esperienze, attitudini e propensioni. Seguendo le indicazioni del Consiglio di stato, occorrerà prevedere garanzie per i soggetti affetti da disturbi specifici dell’apprendimento, come la sostituzione delle prove scritte con un colloquio orale. Ulteriore contenuto fondamentale dei bandi sarà il termine e soprattutto le modalità di presentazione delle domande attraverso il portale InPa, che diverrà il canale unico di accesso alle procedure di reclutamento. Infatti, ai concorsi pubblici sarà possibile partecipare esclusivamente registrandosi nel portale InPa (all’indirizzo www.InPA.gov.it), attraverso una procedura gratuita alla quale accedere solo mediante i sistemi di identificazione Spid, Cie (carta di identità elettronica) e Cns (carta nazionale dei servizi). La riforma punta, ovviamente, sulla digitalizzazione. Col portalei candidati compileranno le consuete dichiarazioni sul possesso dei requisiti necessari ed il possesso eventuale di cause di priorità . Poiché occorrerà valutare le competenze, le dichiarazioni si arricchiranno con l’indicazione della specializzazione posseduta o della professionalità esercitata richieste dal bando e delle documentate esperienze professionali da valutare in basea quanto previsto dal bando. Sarà sempre il portale il canale di contatto tra amministrazione procedente e candidati. Ogni comunicazione ai candidati concernente il concorso, tra cui il calendario delle prove e gli esiti, sarà effettuata attraverso InPa; allo stesso modo, date e i luoghi di svolgimento delle prove verranno resi noti mediante il portale, con accesso da remoto attraverso l’identificazione del candidato, almeno quindici giorni prima della data stabilita per lo svolgimento delle stesse. Il bando indicherà anche se siano da attivare le misure per garantire l’equilibrio di genere nelle pubbliche amministrazioni, chiarendo, per ciascuna delle qualifiche messe a concorso, la percentuale di rappresentatività dei generi nell’amministrazione che lo bandisce, calcolata alla data di adozione del bando.
* Articolo integrale pubblicato sul Italia Oggi del 1 giugno 2023