Notifiche digitali a metà fino al 30 novembre per gli atti della Pubblica amministrazione. La novità arriva da un emendamento presentato dal governo al decreto Pa-omnibus, quello che fra le altre cose commissaria i vertici di Inps e Inail.
Fino alla fine di novembre, in pratica, le notifiche digitali saranno accompagnate dalla loro copia analogica, per rispondere a una doppia esigenza: quella di non escludere i cittadini ancora poco pratici con gli strumenti digitali, e quella di permettere alla Pubblica amministrazione di completare la propria organizzazione in vista del passaggio informatico.
L’intervento nasce espressamente per contrastare i rischi di non centrare un obiettivo Pnrr, indicato alla missione 1, componente 1-128, che prevede l’avvio delle notifiche digitali in almeno 800 amministrazioni centrali e Comuni entro la fine di quest’anno.
Il progetto, più ampio, è quello avviato fin dal 2020 (articolo 26 del decreto 76 di quell’anno) per far transitare al digitale le notifiche di cartelle, multe e atti amministrativi in genere, per far risparmiare soldi alle Pa e ai contribuenti alle prese con i costi di notifica e dare tempi certi alle comunicazioni fra amministrazioni e cittadini.
Le ambizioni del Piano sono ampie come i problemi operativi che ha riscontrato nella sua fase di avvio. L’architettura informatica è in via di costruzione.
Dal 6 luglio dovrebbe diventare operativo l’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali, cioè una sorta di Pagine Bianche con i recapiti telematici di tutti i cittadini potenzialmente interessati.
In questo scenario PagoPa dovrebbe inviare per ogni atto, provvedimento, avviso o comunicazione da parte di una Pubblica amministrazione un «avviso di avvenuta ricezione», in cui vengono indicati «l’identificativo univoco della notificazione» e le modalità di accesso alla piattaforma telematica e al documento. A complicare il passaggio, spiega la relazione tecnica, c’è anche il fatto che Poste non riesce a garantire ovunque le consegne analogiche che dovrebbero affiancare quelle telematiche nei casi di divario digitale.
* Articolo integrale pubblicato sul Sole 24 Ore del 15 giugno 2023