Largo ai giovani e nuovi concorsi. La p.a. sperimenta nuove forme di assunzione per centrare gli obiettivi del Pnrr. Fino al 31 dicembre 2026, gli enti potranno ricorrere a contratti a tempo determinato di apprendistato e a contratti di formazione e lavoro nel limite del 10% delle facoltà assunzionali esercitabili. Nei concorsi per i profili non apicali scompare, sempre fino a fine 2026, la prova orale: basterà solo lo scritto. Nei concorsi saranno considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all’ultimo di quelli banditi. I concorsi unici potranno essere organizzati su base territorialeei candidati potranno presentare domanda di partecipazione per non più di uno dei profili oggetto del bando e per non più di un ambito territoriale. Il decreto sul rafforzamento della capacità amministrativa della p.a. (dl 44/2023) su cui ieri il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera con 203 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti, sarà probabilmente ricordato per il controverso emendamento del governo che proroga al 30 giugno 2024 il cosiddetto scudo erariale (l’esonero da responsabilità contabile per i casi di colpa grave) e sottrae i progetti del Pnrr al controllo concomitante della Corte dei conti. Ma al suo interno contiene molte norme che puntano a rafforzare gli organici pubblici e conseguentemente a facilitare la messa a terra del Recovery Plan. Apprendistato e formazione lavoro Come detto, questa chance, fortemente voluta dall’Anci con un emendamento ad hoc al decreto, sarà possibile solo fino al 31 dicembre 2026. Potranno essere assunti con contratto di lavoro a tempo determinato di durata massima di trentasei mesi, giovani laureati individuati su base territoriale mediante avvisi pubblicati nel portale del reclutamento (www.inpa.gov.it) della presidenza del consiglio dei ministri. Con successivo decreto saranno stabiliti i criteri e le procedure per il reclutamento, che prevedono una prova scritta, la valutazione dei punteggi dei titoli accademici conseguiti dal candidato, compresa la media ponderata dei voti conseguiti nei singoli esami, la valutazione degli eventuali titoli di specializzazione post lauream e delle eventuali esperienze professionali documentate, nonché una prova orale. A parità di punteggio sarà preferito il candidato più giovane di età . Sempre fino al 31 dicembre 2026, le amministrazioni potranno stipulare convenzioni non onerose con le università per l’individuazione, di studenti di età inferiore a 24 anni, che abbiano concluso gli esami previsti dal piano di studi, da assumere a tempo determinato con contratto di formazione e lavoro. Il personale assunto sarà inquadrato nell’area dei funzionari. Alla scadenza dei contratti, in presenza dei requisiti per l’accesso al pubblico impiegoe della valutazione positiva del servizio prestato, il rapporto di lavoro si trasformerà in tempo indeterminato nei limiti delle facoltà assunzionali. Concorsi Nei concorsi pubblici saranno considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all’ultimo di quelli banditi. In caso di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente intervenute entro sei mesi dall’assunzione, l’amministrazione potrà procedere allo scorrimento della graduatoria. I concorsi unici potranno essere organizzati su base territoriale. In tali casi i bandi di concorso dovranno prevedere che ciascun candidato possa presentare domanda di partecipazione per non più di uno dei profili oggetto del bando e, rispetto a tale profilo, per non più di un ambito territoriale. L’amministrazione potrà coprirei posti di ciascun profilo non assegnati in ciascun ambito territoriale, mediante scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori, per il medesimo profilo, in ambiti territoriali confinanti che presentano il maggior numero di idonei. Come detto, fino al 31 dicembre 2026, i bandi di concorso per i profili non apicali potranno prevedere lo svolgimento della sola prova scritta. Inoltre, un emendamento approvato nel corso dell’esame dinanzi alle commissioni affari costituzionali e lavoro della Camera stabilisce a favore degli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale senza demerito una riserva pari al 15 per cento dei posti nei concorsi per l’assunzione di personale non dirigenziale nelle p.a., negli enti locali e nelle aziende speciali. Se la riserva non può operare integralmente o parzialmente, perché dà luogo a frazioni di posto, tali frazioni si cumulano con le riserve relative ai successivi concorsi per l’assunzione di personale non dirigenziale banditi dalla medesima amministrazione, nei casi in cui si proceda a ulteriori assunzioni attingendo alla graduatoria degli idonei
* Articolo integrale pubblicato sul Italia Oggi del 7 giugno 2023