Difendere l’economia legale e i distretti industriali dell’Emilia Romagna attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e il contrasto al lavoro nero e alle infiltrazioni della criminalità organizzata. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che è stato presentato ieri, e che ha già raccolto l’adesione di 46 associazioni tra imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, agricoltori, consumatori e anche enti pubblici. L’accordo – il primo in Italia di questo genere – mira a creare un patto virtuoso fra tanti soggetti della società civile per semplificare la segnalazione degli illeciti: ogni associazione che aderisce al protocollo aprirà al suo interno uno sportello per le denunce, che garantirà l’anonimato a chi le sporge e che provvederà a presentarle alle autorità competenti a nome dell’associazione stessa.
«Il protocollo non è ancora stato firmato ufficialmente che già abbiamo raccolto quattro denunce importanti – racconta il generale Ivano Maccani, comandante regionale della Guardia di Finanza – a Cesenatico, per esempio, abbiamo appena portato a termine un’operazione risultata nell’arresto di 64 persone affiliate alla ‘ndrangheta e nel sequestro di 80 milioni di beni. Grazie alla collaborazione di tutte le università emiliane, inoltre, potremo condurre analisi sulla tossicità dei prodotti contraffatti e disporre di esperti della comunicazione che ci aiuteranno a far passare in maniera efficace il messaggio tra i consumatori, anche sui social».
* Articolo integrale pubblicato sul Sole 24 Ore del 24 giugno 2023