A un anno da prossime importanti elezioni in Europa e negli Stati Uniti, il Parlamento europeo ha approvato ieri a Strasburgo la propria posizione negoziale su un testo legislativo che ha come obiettivo di regolamentare l’intelligenza artificiale. Il voto è giunto dopo lunghi negoziati tra le forze politiche, alla ricerca di un compromesso tra la promozione dell’innovazione e la tutela della privacy. Si tratta del primo regolamento al mondo in questo ambito delicatissimo.
La posizione negoziale, in vista del prossimo (difficile) negoziato con il Consiglio, introduce divieti di usare l’intelligenza artificiale nel controllo biometrico delle persone nei luoghi pubblici (il cosiddetto riconoscimento facciale). Il partito popolare avrebbe voluto introdurre ulteriori eccezioni nei controlli di polizia, ma i suoi emendamenti sono stati respinti in plenaria. Il testo finale è stato approvato con 499 voti a favore, 28 contrari e 93 astenuti.
L’intelligenza artificiale è diventata argomento estremamente controverso. Da un lato, può diventare uno strumento utilissimo nella cura di alcune malattie; dall’altro può essere facilmente sfruttata dai regimi autoritari o anche delle aziende senza scrupoli. L’intelligenza artificiale ha consentito tra le altre cose di recuperare una canzone inedita dei Beatles, ricreando ex novo la voce di John Lennon. Al tempo stesso applicazioni quali Midjourney permettono di creare dal nulla false fotografie.
«L’intelligenza artificiale solleva molte questioni – sociali, etiche ed economiche (…) Dobbiamo agire rapidamente e assumerci le nostre responsabilità», ha detto il commissario al mercato interno, Thierry Breton. «Durante i negoziati con il Consiglio ci batteremo per proteggere la nostra posizione e contrastare i pericoli per la democrazia e la libertà», ha aggiunto il co-relatore socialista italiano Brando Benifei. Si punta a chiudere il negoziato tra Parlamento e Consiglio entro fine anno.
Il testo legislativo, presentato dalla Commissione europea due anni fa, cataloga l’uso dell’intelligenza artificiale a seconda dei rischi (si veda Il Sole/24 Ore del 22 aprile 2021). I deputati vorrebbero che nel testo finale la classificazione delle applicazioni ad alto rischio includa anche i sistemi di intelligenza artificiale che comportano danni significativi alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali delle persone e all’ambiente o che sono capaci di influenzare l’esito delle elezioni.
Più precisamente, il Parlamento vorrebbe vietare, negli spazi accessibili al pubblico, l’uso di sistemi di identificazione biometrica non solo in tempo reale, ma anche a posteriori (a meno che non ci sia in questo secondo caso autorizzazione giudiziaria).
* Articolo integrale pubblicato sul Sole 24 Ore del 15 giugno 2023