Videosorveglianza, finanziamenti a 400 municipi, ma pochi fondi al Sud
www.ItaliaOggi.itSono più di 400 i comuni che avranno accesso ai primi fi nanziamenti ministeriali per il potenziamento degli impianti di videosorveglianza urbana. Ma di questi pochissimi sono posizionati nelle zone più calde del sud come per esempio attorno a Bari, Taranto, Napoli, Salerno, Catania e Palermo.
Sarà una videosorveglianza urbana a macchia di leopardo dunque quella che verrà realizzata dando seguito alla graduatoria pubblicata il 13 novembre dal Viminale per l’assegnazione dei primi 37 milioni di contributi previsti dal dl 14/2017.
Altri fondi per gli impianti di controllo elettronico del territorio sono in arrivo nella conversione in legge del pacchetto sicurezza del ministro Salvini (si veda ItaliaOggi del 12/11/2018). Per un totale sul quadriennio di circa 127 milioni di contributi. Una quantità rilevante di denaro che potrà essere molto utile per potenziare il contrasto dell’attività predatoria.
Ma occorre che i comuni sappiano gestire bene i rapporti formali e adeguino strategicamente il proprio operato nella direzione indicata dalla complessa normativa di settore. E anche all’importante riforma europea sul trattamento dei dati personali, tra regolamento Ue 2016/679 e direttiva Ue 2016/679 per l’uso interforze degli impianti di videosorveglianza. Il dl 14/2017 ha previsto un cofi nanziamento a fondo perduto degli impianti di videosorveglianza urbana. Per individuare le modalità di presentazione delle richieste di ammissione al benefi cio nonché i criteri per la ripartizione delle risorse si è reso necessario adottare un decreto (dm 31/01/2018 pubblicato sulla G.U. n. 57 del 9/3/2018) scaduto il 30 giugno 2018. I criteri di valutazione delle domande spaziavano dall’indice di delittuosità alla dimensione demografi ca del comune con maggiori possibilità di essere ammessi al fi nanziamento per i comuni del Sud e con maggior rischio sociale.
Ma alla prova dei fatti non è andata come si aspettavano i 2.426 enti che hanno presentato tempestivamente la domanda. La graduatoria ha premiato 428 comuni. Assegnando complessivamente 37 milioni di euro a numerosi enti con scarso indice di criminalità.
Sono infatti rimasti escluse da questa prima trance di fi nanziamenti intere aree geografiche della Sicilia, della Puglia e della Campania.
Mentre in Liguria, per esempio, sono molte decine gli enti ammessi al beneficio.
Ora la palla passa ai comuni.
Quelli che hanno presentato dei semplici progetti di fattibilità tecnica dovranno correre per formalizzare tutti gli atti di gara e gli impegni di spesa. Ma sarà anche necessario prevedere attentamente che tipologia di rapporto interforze andrà realizzato sul territorio con i nuovi sistemi di videosorveglianza. Perché senza un’analisi preventiva dell’impiego condiviso, nel rispetto della privacy, delle linee guida sottoscritte dalla Conferenza stato-città il 26 luglio 2018 e della complessa normativa tecnica correlata il rischio di spendere male le preziose risorse è dietro l’angolo.
Stefano Manzelli
Selezione di articoli tratti dai principali quotidiani nazionali – Servizio in collaborazione con Mimesi srl