Lo scorso anno. Nel 2017, del resto, gli incidenti sono stati 174.933 contro i 263.100 del 2001, con 3.378 vittime e 246.750 feriti (16 anni prima erano rispettivamente 7.096 e 373.286). L’indice di mortalità rispetto al numero di sinistri si è attestato per il secondo anno consecutivo sull’1,9%, ma preoccupa una crescita delle vittime del 2,9% rispetto al 2016. “Anche se la velocità è pur sempre ai primi posti tra le cause di incidente, in testa a questa sconsolante classifica è balzato il fattore distrazione, soprattutto l’uso di smartphone e cellulari, senza contare i sottovalutati effetti di alcolici e sostanze psicotrope”, si legge in una nota dell’associazione.
Le strade. Il 74,6% degli incidenti del 2017 è avvenuto nelle strade urbane, con una variazione dello 0,5% rispetto al 2016, mentre quelli verificatisi sulle autostrade e sulle strade extraurbane hanno rappresentato rispettivamente il 5,4% e il 20%. Tuttavia, proprio in quest’ultime arterie, dove il tasso di mortalità è in genere più elevato (3,15% e 4,6%) si è verificato il maggior incremento di decessi (+0,8 e +4,5%).
Calabria virtuosa. Ma è guardando i dati regionali che emergono alcune sorprese: Fraternità della strada ha rielaborato i numeri dell’Istat, introducendo un inedito parametro della numerosità dei sinistri e degli infortunati (vittime+feriti) ogni 1.000 persone; così, emerge che la Calabria è stata nel 2017 la regione più virtuosa con 1,49 sinistri e 2,54 infortunati ogni 1.000 abitanti, che salgono a 5,57 incidenti e 7,17 in Liguria. Quest’ultima, “anche per la sua particolare rete stradale e l’elevato contesto turistico, appare come la regione con i più alti indici di sinistrosità e di infortuni in incidenti”, spiegano dall’associazione.
I giorni della settimana. Guardando le rilevazioni degli incidenti nel corso della settimana, quelli registrati nei weekend del 2017 (23.518 il sabato e 19.253 la domenica) sono inferiori al dato dei giorni feriali (da un minimo di 25.961 del martedì a 27.057 del venerdì), ma più letali: i decessi sono stati rispettivamente 533 e 554, seguiti da dai 494 del lunedì. “Il sabato e soprattutto la domenica gli incidenti diminuiscono sensibilmente; di contro, aumentano le vittime. Tale paradosso è evidentemente attribuibile a un allentamento dei freni inibitori, all’autoconcessione di trasgressioni ed esibizionismi, specie se assieme a compagni compiacenti”.
I mesi più tragici. Valutazioni simili emergono guardando il dato mensile: “Giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui è più elevata la media giornaliera di vittime (563, 542 e 458, ndr), ma se si osserva l’indice di mortalità, agosto rimane il mese più funesto (2,3%), a conferma di quanto analizzato nei weekend: diminuzione della sinistrosità, ma aumento degli incidenti più tragici”.
I pedoni. Dei 21.725 pedoni infortunati nel 2017 si contano 600 vittime e 21.125 feriti. Gli anziani sono i più esposti agli infortuni (8.328 casi dai 60 agli 84 anni), mentre le persone di sesso maschile sono in generale più esposte al decesso, rappresentando il 63,7% delle vittime. Al contrario tra le donne sono la maggioranza tra i pedoni feriti (il 53,7% dei casi). “È una chiara conferma dei comportamenti più esasperati e trasgressivi dei maschi, anche come pedoni”.