La legge di bilancio 2019, all’articolo 1, comma 686raccoglie le proteste del comparto che, da tempo, rivendicava l’esenzione dagli obblighi del Dlgs 59/2010 e, di fatto, riporta indietro la disciplina del settore che non prevedeva invece, alla scadenza, la messa a bando pubblico delle concessioni comunali. Si crea, tuttavia, un inevitabile contrasto con la normativa comunitaria che, in generale, stabilisce la temporaneità delle autorizzazioni rilasciate dalla Pa per l’esercizio di attività economiche correlate alla scarsità delle risorse naturali (il demanio e il patrimonio pubblico, appunto) e il divieto di rinnovo dei titoli autorizzativi rilasciati.
Le modifiche normative
Le nuove disposizioni si ispirano, piuttosto, alla necessità di promuovere e garantire gli obiettivi di politica sociale connessi alla tutela dell’occupazione, sufficienti, secondo il Governo, a giustificare le tre modifiche al decreto legislativo 59/2010, che sono:
– all’articolo 7, comma 1, che elenca le attività escluse dall’applicazione del decreto, si aggiunge la lettera f-bis) relativa al commercio al dettaglio sulle aree pubbliche;
– all’articolo 16 relativo all’obbligo di selezione fra diversi candidati interessati allo svolgimento di attività di servizi limitato a causa della scarsità dei beni pubblici su cui si svolgono, si aggiunge il comma 4-bis, che in sostanza supera il divieto di rinnovo automatico delle autorizzazioni in scadenza;
– si abroga, in toto, l’articolo 70 che prevedeva, fra gli altri, il rilascio dell’autorizzazione al commercio itinerante non da parte del Comune di residenza dell’operatore ma da quello sede dell’attività commerciale, la fissazione da parte della Conferenza unificata di criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per il commercio su area pubblica e ancora le disposizioni transitorie da applicare alle concessioni in essere, prorogate al 31 dicembre 2020 dalla legge di bilancio 2018 (la 205/2017 – articolo 1, commi 1180 e 1181).
Imprese balneari ed agricole
Sempre in tema di attività economiche, la legge di bilancio 2019 introduce altre due rilevanti novità , rispettivamente per le imprese balneari e per quelle agricole. Per le prime, si prevede al comma 683 che le concessioni in essere vadano in scadenza nel 2034 e non più il 31 dicembre 2020, come previsto dalla vecchia normativa che aveva abrogato il regime di «rinnovo automatico» nel tentativo di adeguarsi alla direttiva europea Bolkestein. Inoltre, entro 4 mesi, sarà varato dal Governo un apposito decreto per stabilire i principi di una riforma organica del settore.
Per le seconde, il comma 700 introduce all’articolo 4 del Dlgs 228/2001, il comma 1-bis per cui gli imprenditori agricoli possono vendere direttamente al dettaglio in tutto il territorio della Repubblica i prodotti agricoli e alimentari, appartenenti a uno o più comparti agronomici diversi da quelli dei prodotti della propria azienda, purché direttamente acquistati da altri imprenditori agricoli. Il fatturato derivante dalla vendita dei prodotti provenienti dalle rispettive aziende deve essere prevalente rispetto al fatturato proveniente dal totale dei prodotti acquistati da altri imprenditori agricoli.
PIPPO SISCIOLI